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Euphorbiaceae Euphorbia dendroides euforbia arborea * tree spurge perenne legnosa * 0,5-3m aprile-giugno |
Tra
le specie che popolano le pendici rocciose della Penisola è sicuramente quella
che crea la nota paesaggistica predominante; questo non solo per la sua
straordinaria abbondanza, ma anche in funzione di tutta una serie di colori che
nell'arco dell'anno si susseguono sulla stessa pianta, conferendo al paesaggio
variazioni cromatiche uniche ed in continuo mutamento.
Nel
periodo invernale questa splendida pianta forma dei veri e propri cuscini
sferici di colore verde poiché le foglie sono presenti su di essa già a
partire dall'autunno; ma se ritorniamo negli stessi luoghi all'inizio della
primavera accanto ad alcuni esemplari ancora completamente verdi, ve ne saranno
degli altri che presentano un netto colore giallo, dovuto ai primi fiori che
cominciano a sbocciare. All'inizio dell'estate accanto al verde ed al giallo un
nuovo colore, il rosso, fa la sua comparsa; ciò è dovuto al fatto che
l'Euforbia, prima di entrare in riposo vegetativo, comincia a perdere le
foglie che prima di cadere si colorano di rosso. In estate, infine, è inutile
sforzarsi di vedere ancora questi splendidi cespugli colorati, perché al
massimo potremo intravedere degli arbusti privi di foglie e dall'aspetto
scheletrico, ma perfettamente vitali e pronti a riprendere in pieno la propria
attività ai primi sentori dell'autunno.

Forse
qualche lettore si potrebbe chiedere perché nell'Euforbia il processo di
perdita delle foglie (defogliazione)
avviene d'estate e non d'inverno come siamo abituati a pensare. Per spiegare
questa stranezza (che poi stranezza non è) dobbiamo ricordarne il significato
fisiologico. La defogliazione è un fenomeno comune nel mondo vegetale e precede
il riposo vegetativo durante il quale
le funzioni vitali della pianta vengono rallentate al fine di superare i periodi
di maggiore stress. Per gli alberi dei boschi appenninici ed alpini, così come
per altri comunemente utilizzati nelle città per l'arredo urbano (p.e. i
Platani) i mesi più pericolosi sono quelli invernali a causa delle basse
temperature che si possono raggiungere. Per l'Euforbia accade esattamente il contrario
visto che l'inverno mediterraneo è piuttosto mite, mentre l'estate, con la sua
aridità, può essere pericolosa. Ed ecco allora che la "stranezza"
non è altro che un adattamento al clima. L'Euforbia
ha anche un'altra particolarità: se infatti si prova a strappare una foglia
dalla pianta, dalla "ferita" che rimane sul fusto e dalla stessa
foglia fuoriesce un liquido bianco (latice).
Questo è tanto urticante che in Penisola spesso viene utilizzato, al pari del
latice del Fico, come acido per bruciare i porri e le verruche. In effetti la
sua presenza all'interno dei tessuti rende l'Euforbia poco appetibile,
proteggendola così dall'attacco degli erbivori, in particolare delle capre.
Secondo la leggenda questo latice veniva usato dalla maga
Circe quale ingrediente delle sue pozioni magiche, magari per trasformare gli
uomini in maiali; vero o non vero, di certo il promontorio del Circeo (dove,
secondo la leggenda, la maga dimorava) è ricchissimo di Euforbia. Si narra
anche che in
passato i pescatori di frodo la usavano per stordire e catturare i pesci.

E. characias * E. cyparissias * E. dendroides * E. sp. * E. rigida * E. spinosa